Oceano
Atlantico 8 Novembre 2003 posizione: N 27° 04,010 - W 024° 39,082
La navigazione è stata abbastanza veloce, in quattro giorni percorse circa 500
miglia
Oceano Atlantico 13 Novembre 2003
posizione alle ore 12 (ora Italiana):
N 25° 08 - W 37° 49.
Sono a metà dell'Oceano Atlantico. Eolo è stato buono con i due velisti.
Navigano da qualche giorno con un fresco aliseo da Est sui 15 nodi che fa mantenere loro
una media giornaliera di 160 miglia alla velocita' di 7 nodi. Il mare è relativamente
calmo e la navigazione, abbastanza comoda. Certo un mare calmo d'oceano, dove l'onda lunga
che li fa serfare nelle discese a 11 nodi e la barca dondola sempre. La vita a bordo
scorre bene adesso apprezzano anche il pane prodotto a bordo.
La vela che usano di più è l'MPS o Spi Asimmetrico, e contano di arrivare ai Caraibi
sfruttandola molto.
Oceano Atlantico 15 Novembre 2003
posizione alle ore 21.32 (ora Italiana):
N23° 36 - W44°42.
Li separano 1078 miglia dall'Isola di San Martin, dove prevedono di arrivare il
22-24 novembre. In sostanza hanno abbondantemente superato la meta' del percorso in
Atlantico. L'oceano Atlantico si sta comportando bene. Non ci sono problemi a bordo.
Lunedi' 17 Novembre 2003 Posizione
ore 12: 22° 42' N - 048° 43' W
Purtroppo la navigazione si fa dura: il mare è piatto da due giorni e
l'umore è nero. Sono entrati in una zona di calma e navigano a motore da oltre 24 ore per
avanzare, ma sopratutto per tenere la barca e non farla sbattere continuamente.
L'autonomia di gasolio e di circa 100 ore, sperano quindi di trovare il vento prima che
finisca il carburante. Basterebbero solo due giorni di vento per stare tranquilli.
I Dorados abboccano e il freezer e' pieno di pescato.
Alfredo cucina benissimo ed e' stato classificato a bordo chef da 5 stelle.
Oggi a pranzo il menu' e' stato: filetto in salsa di funghi e contorno di fagiolini verdi.
Nei giorni scorsi hanno avuto una bella sorpresa: una balena di circa 10 m è andata a
fare loro compagnia.
Il primo giorno il vento era forte e il mare mosso e la balena scivolava sulle onde
insieme alla barca, poi si metteva accanto e si girava a pancia in alto, come se volesse
salutarli. Ci hanno promesso l'invio delle foto della balena da San Martin, prossimo
approdo.
Alfredo e Umberto salutano tutti i visitatori di
www.agatirno.it e www.laltrasicilia.com
Venerdì 21 novembre 2003 posizione
alle 12.25 (ora italiana): 20° 26' N - 55° 31' W. Restano per San Martin 448
miglia.
La situazione è tranquilla, ma proseguono a rilento per mancanza di vento. Ieri sono
entrati in una forte depressione da Ovest che li ha bagnato molto e sballottati di più,
ma senza farli avanzare di un miglio.
Navigano sopratutto a motore per cercare un po' di vento. L'autonomia a motore e' di circa
200 miglia ora, cercano qiundi di sfruttarla bene. Stando fermi pero' la barca sbatte
continuamente. Si aggiornano sulle previsioni da Meteo France. Previsioni abbastanza
esatte, prese col computer tramite il telefono satellitare o da una stazione radio
francese. Anno pescato il primo Bonito (una specie di tonno con il muso più affilato) di
circa 12 kg che li ha fatti lavorare un po' per tirarlo a bordo.
Alfredo e Umbero salutano tutti i visitatori di
www.agatirno.it e www.laltrasicilia.com
"Siamo arrivati a SANT MARTIN
il lunedi 24 novembre alle 21. Attualmente siamo nell'isola di Sant Barthelemy. E' l'isola
piu' chic delle antille" Questa la notizia piu' significativa. Presto
aggiorneremo con un resoconto dei 20 giorni della traversata atlantica.
12 dicembre 2003 - Così ci scrivono:
''Continua la nostra navigazione nel mare dei Caraibi (vedi foto).
Da San Martin ci siamo spostati a San Barthelemy, isola
chiamata la Saint
Tropêz dei Caraibi perchè molto esclusiva e carissima. Facciamo un incontro importante
con un discendente di Orlandini emigrati in America Michel Riccio. Si è avvicinato alla
barca e ha letto a voce alta il nome di Capo d'Orlando ed abbiamo iniziato a
chiacchierare. Ci ha detto che era un Americano-Orlandino. Abbiamo continuato la serata in
birreria e poi al ristorante. L'ultima volta che è ritornato in Sicilia è stato nel
1981, per trovare il cugino Franco Micale, il Commercialista.
Ci siamo spostati quindi a Barbouda. Si dice che qui esistano alberghi
dove, se hai dimenticato il numero del conto svizzero, puoi farti solo una giornata di
vacanza. Qui abbiamo cominciato a pescare le aragoste. Non hanno sapore, ma sono sempre
aragoste.
La constatazione pero' piu' visibile su queste isole è che non sono i veri Caraibi,
quelli con bellissime spiaggie, mare trasparente, e palme di cocco a lambire le onde; no,
qui c'è solo tanto turismo Americano ed Europeo, turismo pacchettizzato con negozi tutti
uguali, per turisti tutti uguali.''
9 gennaio 2004 - Così ci scrivono:
Breve e bella vivace navigazione verso sud e ci fermiamo nella baia dell' Isola si Canuan
(12° 43,478 N - 061° 19,936 W),
Entriamo nella grande baia protetta ai venti da Est e subito ci rendiamo conto che siamo
in posti differenti. L'acqua è limpida e piu' Caraibica, piove meno e sopratutto non ci
sono turisti europei.
Subito in acqua con maschera e pinne per scoprire il mondo che ci appassiona.
Proprio in 50 cm di fondale scopriamo dei grossi ricci bianchi, che avevamo visto pulire a
dei pescatori di Marie Galante, e
in pochi minuti ne raccogliamo una ventina che diventano una bella spaghettata, cucinata
da Alfredo, con abbondante peperoncino. Nel pomeriggio ancora maschera e pinne per delle
foto sub che vedrete in un prossomo futuro: c'è un bel pesce palla, un pesce colorato, e
una bella spugna.
Domani ci spostiamo in un'isola vicino e continuiamo l'avvicinamento al Canale di Panama.
Abbiamo saputo che per oggi 23
gennaio 2004 è previsto l'attraversamento del canale di Panama.
23 gennaio 2004 Così ci scrivono:.
"Siamo a Colon, città situata all'ingresso del Canale di Panama, dove aspettiamo il
turno per attraversare il Canale.
Dopo la sosta all'arcipelago di " Los Roques" abbiavo avuto condizioni
ideali per arrivare a Panama, vento di 15-20 nodi a 180 gradi e navigazione
bella veloce. Solo due giorni prima di arrivare, un colpo di vento ci ha fatto esplodere
l'MPS, ed e' stata una bella impresa tirarlo in barca. Ha ceduto nel punto
piu' alto ed e' venuta giu' lasciando integri i laterali, ma come vedrete dalle foto,
Alfredo e' stato bravo a ricucirla (vedi foto 1 e foto 2) meglio
di prima.
Abbiamo anche pescato un tonno di circa 15 kg e ora il freezer e' pieno.
Ci hanno sconsigliato di uscire di sera a Colon, c'e' molta delinquenza e bisogna stare
sempre attenti.
Siamo ormeggiati nel Marina di Cristobal Harbour, e siamo sorpresi dalle complicazioni
burocratiche di questo paese. Se non ti affidi a qualcuno del posto, e noi ci siamo
affidati ad Alfonso, c'e' da diventare matti.
Di ogni documento che ti danno vogliono la fotocopia da te , poi bisogna
fare dei pagamenti e i posti sono molto distanti l'uno dall'altro, c'e' da impazzire.
Comunque dopo sara' il Pacifico con una breve sosta all'arcipelago "Las Perlas",
e dopo le Galapagos."
24 gennaio 2004 Così ci scrivono:.
"Siamo nell'Oceano Pacifico!!!
Pero' che avventura, burocratica. E' inverosimile come sono complicati in questo paese
nelle operazioni burocratiche. Fra dogana, Ufficio Immigrazione, Capitaneria di Porto e
Compagnia del Canale, abbiamo raccolto 22 fogli fra stampati e ricevute, e abbiamo pagato
1034 dollari.
E' chiaro che noi non potevamo far fronte a questa sorta di burocrazia, quindi ci siamo
affidati al buon Alfonso e i suoi amici che ci hanno accompagnato nei vari uffici, tutti
distanti da loro, in taxi. C'è da dire che in tutti gli uffici è
filato liscio. L'unica sorpresa l'abbiamo avuto per il Transito del Canale: Avevamo
concordato con Alfonso che per 55 dollari a persona si sarebbero imbarcati tre ragazzi a
fare da equipaggio, che doveva essere composto da 4 più il capitano e più il Pilota
della Compagnia. Solo che mentre ci accingevamo ad entrare nella prima chiusa il Pilota ci
informa che il nostro Transito sarebbe durato due giorni e non uno, a questo punto i tre
aiutanti reclamano due giorni ciascuno a 55 dollari.
Facciamo presente loro che con il loro capo ho concordato il prezzo per il Transito e non
a giornata, ma niente da fare la cosa si stava mettendo male quando uno di loro ci dice
che nel punto di sosta notturno scende e vuole la metà della paga concordata. Dopo
trattative varie concordiamo 80 dollari ciascuno.
Invece lo spettacolo nelle Chiuse,
con le grandi navi che salgono insieme a noi, e poi scendere a livello del Pacifico è
meraviglioso. (vedi foto: prima chiusa, la
stazione, turbinio di acqua che sale, ora si scende, siamo nel
Pacifico)
Dopo aver preso a bordo il pilota comincia l'avvicinamento alle prime tre Chiuse Gatun, a
salire. Entriamo nella prima, insieme ad una grossa nave da carico, al rimorchiatore che
la aiuta negli spostamenti e ad una barca a vela americana.
Si chiudono dietro di noi due enormi "porte" e comincia, in un turbinio
violento di acqua, il riempimento.
Thico subisce dei lievi scossoni, ma nessun problema. Finita la prima fase, si aprono le
porte davanti e passiamo nella seconda chiusa, e cosi', dopo le operazioni prima
descritte, nella terza e ultima a salire. Siamo ora nel Lago Gatun, 26 metri sul livello
del mare. Il Pilota e gli aiutanti se ne vanno a casa, torneranno domani mattina, e noi passiamo
la notte in un lago di acqua dolce lungo 25 miglia.
Oggi 24 Gennaio 2004, dopo aver ripetuto le stesse operazioni, a
scendere, alle ore 14,30 abbiamo raggiunto l'Oceano Pacifico."
Alfredo e Umbero salutano tutti i visitatori di
www.agatirno.it e www.laltrasicilia.com
Foto delle
Isole Gualapagos: Leone Marino, Tartaruga
14 marzo 2004 <<Siamo
molto dispiaciuti di non poter mandare foto dalla Polinesia Francese, ma
ancora non abbiamo trovato un Internet Point nelle isole che abbiamo visitato. Comunque
non è un problema, le mandero tutte insieme e sarà una bella scorpacciata di foto.
Abbiamo lasciato le Marchesi e dopo tre giorni di navigazione (450 migla) con vento a
140° di 15-20 nodi, con l'asimmetrico a 7-8 nodi di velocità, ci troviamo alle TUAMOTU.
Arcipelago fatto di Atolli corallini e per noi da ora sarà un paesaggio diverso, niente
montagne, niente palazzi solo corallo e palme di cocco. Siamo a TAKAROA
all'alba dell'8 marzo, festa della donna anche qui, e il nostro pensiero
và a tutte le donne che abbiamo
lasciato a casa, AUGURI a tutte.
E' stato molto emozionante entrare nella Passe: corrente forte e contraria in un corridoio
stretto fatto di barriera corallina, al minimo errore, ZAC! Scopriamo subito che l'unica
attività è la coltivazione delle Perle Nere e ci diamo da fare per
poterne comprare qualcuna. Conosciamo cosi i coniugi Brown, Leonard e Tahia, i quali dopo
avercene mostrato alcune ci invitano per il giorno dopo a visitare la loro farm. Alle 8 in
punto siamo da loro e comincia cosi una splendita giornata. Abbiamo visto l'intero ciclo
di coltivazione delle ostriche perlifere, dalla loro nascita alla fase di produzione delle
perle, l'operazione di inserimento del nucleo nell'ostrica e infine l'estrazione in
diretta di una splendita perla nera, che Alfredo ha acquistato insieme ad altre. Alla fine
abbiamo speso un bel po' di dollari. Speriamo di aver fatto un affare. La conclusione
della giornata è stato un'invito a cena con i Brown e una famiglia di loro amici, con i
quali abbiamo gustato cibi polinesiani molto buoni, in un'atmosfera di grande cordialità.
Porteremo con noi il loro ricordo.
Ora, dopo una breve sosta nell'atollo di Manihi, ci troviamo in quello di
Ahe, nel quale pero' non entriamo perchè in serata partiamo alla volta
di Rangiroa, il più grande degli atolli delle Tuamotu. A Manihi e qui ci
siamo dilettati a fare snorkeling nel reef esterno e ci siamo trovati a nuotare insieme a
piccoli squali, il più lungo di due metri, in un'acqua trasparente piena di vita,
caratteristica dei mari del sud.
Navigare nel Pacifico, per noi, è un grande divertimento. Abbiamo avuto sin dalle
Galàpagos condizione che auguriamo a tutti i navigatori di trovare per i mari del mondo:
vento da ESE di 15-20 nodi che ci ha portato a bella velocità nella direzione voluta; e
il mare sempre "calmo", per come puo' essere calmo un'oceano.>>
Sabato 27 marzo 2004 Così ci
scrivono
RONGIROA è il più grande degli atolli della Polinesia Francese,
il suo perimetro esterno è di circa 220 km e ci sono due passe per entrare, quella di
Avatoru e quella di Tiputu, sono a circa 10 km l'una dall'altra e sono molto larghe, non
ci sono molti rischi nell'affrontare il passaggio .
La zona abitata è limitata dalle due passe nel resto dell'atollo vivono poche persone che
si spostano solo con la barca a motore.
Siamo entrati a Tiputu e subito a sinistra c'è una piccola baia interna
riparata dal vento da E che soffia giorno e notte.
In questo atollo l'attività principale è il turismo con dei bellissimi alberghi che
hanno le camere ( veri appartamenti) su palafitte, così da fare il bagno scendendo una
piccola scala direttamenmte dalla camera da letto.
Qui ci ha raggiunto l'amministratore della IRRITEC E SIPLAST, nonchè uno dei nostri
sponsors e amico CARMELO GIUFFRE' che starà con noi fino all'isola di
Tahiti, della quale Papeete è la capitale.
Dopo una notte di navigazione di bolina larga, raggiungiamo Makatea, non è un atollo vero
e proprio perchè la laguna è sostituita da un altopiano alto 70 m , il quale è
circondato dal reef di corallo che scende a picco in profondità. In questa
"isola" vivono 150 persone che ricevono i rifornimenti ogni 15 giorni.
Prua verso l'atollo di TETIAROA, di propietà dell'attore MARLON
BRANDO . Questo è abitato solo da un custode della casa e dell'albergo del
proprietario, ora chiusi per via della chiusura del piccolo aereoporto,ritenuto due mesi
fà con una pista troppo corta e pericolosa. Il resto è disabitato e meta di qualche
visitatore con barche charters.
Dopo avere fatto rifornimento di cocco, si parte alla volta di MOOREA, e
si comincia a respirare l'aria di TAHITI: dista solo 11 miglia.
Restiamo un giorno e ci godiamo le splendide acque della baia di COOK,
ammirando gli splendidi alberghi costruiti su palafitte.
Infine finalmente arriaviamo a PAPEETE. E' una città con molti palazzi e
negozi......ma che prezzi!!!!!!!!!!! si respira aria d'Europa.
Qui il nostro amico Carmelo ci lascia per ritornare in Italia ai suoi molteplici impegni
di lavoro, noi restiamo ancora per aspettare l'arrivo delle nostre mogli, Claudia e Wanda,
che resterannop una ventina di giorni a godersi con noi il mare e i profumi polinesiani.
Giovedì 22 aprile 2004- Così ci
scrivono
Il 1 Aprile arrivano Claudia E Wanda ed insieme andremo a fare un giro per le
Isole del Vento e quelle di Sottovento.
Tutte queste isole, a differenza di TUAMOUTO, sono costituite da grandi
montagne molto verdi, circondate da barriere coralline che formano attorno una grande
laguna di acqua calma e trasparente. Il perimetro dell'atollo è costituito dai
" Motu", piccoli isolotti con piante di cocco e mangrovie che
lambiscono l'acqua dove è bello andare in cerca di conchiglie.
Il tempo però non è dei migliori, una perturbazione ci fa fare una brutta navigazione
verso HUAHINE, un forte vento da Ovest, ci costringe ad una nottata di
stretta bolina e forti sbattute. Arriviamo stanchi e sballotati in una splendida baia
molto calma e profonda. E' una isola molto bella e poco frequentata da turisti, c'è una
strada asfaltata che la circonda e facciamo una lunga passeggiata fino a "Fare"
il villaggio più grande dove ci sono negozi di souvenir e piccoli ristoranti.
Passiamo una notte meravigliosa con un cielo strapieno di stelle.
Via alla volta di TAHAA, una piccola isola che si trova nello stesso
atollo di RAIATEA, distante circa 25 miglia.La passe è ben
visibile,entriamo nella baia FAAHA e andiamo a fare il bagno nel Motu
Mahaea, bastano i nomi per affascinare chiunque.
Dopo un'altra nottata di riposo e dopo 5 ore di navigazione siamo a BORA BORA,
l'isola che fà sognare tutti. Ha un fascino particolare, è costituita da una grande
laguna con al centro una isola di montagne alte e piene di vegetazione, sulla barriara
corallina ci sono tanti Motu e su ogniuno di essi sono stati costruiti dei bellissimi
alberghi a moltissime stelle ( da 500 euro in sù per notte) costituiti da tante swite su
palafitte da dove per fare il bagno basta scendere una piccola scala. In uno di questi
alberghi assistiamo ad uno spettacolo di danza polinesiana, molto affascinante e
coinvolgente.
Con le bici facciamo il giro completo dell'isola,notando che in giro non ci sono turisti,
non escono dagli alberghi perchè dentro hanno tutto quello che desiderano ed anche di
più.
Domenica di Pasqua lasciamo Bora Bora e andiamo a RAIATEA accompagnati da
continui acquazzoni. In questa isola ci sono dei marina organizzati e ne approfittiamo.
Sistemata la barca andiamo alla scoperta del territorio , l'isola è deserta tutti i
negozi sono chiusi pwerchè anche qui è pasquetta.
Passate le feste pasquali la vita riprende e le poche vie si popolano di turisti e locali,
e anche noi ne approfittiamo per fare qualche spesa.
Il tempo continua ada essere brutto e dopo una notte tremenda raggiungiamo MOOREA
e trascorriamo una giornata serena e tranquilla nel Motu con il Lagunarium, una grande
gabbia con tanti pesci in cui si può nuotare dentro.
Claudia e Wanda ripartono e, noi ci accingiamo a riprendere la navigazione verso Ovest
alla volta delle TONGA, speriamo che il tempo migliori e ci dia una buona
navigazione.
Qui abbiamo fatto la navigazione piu' dura da quando siamo partiti, due notti con il mare
mosso e vento a 40 nodi, speriamo bene.
Domenica 23 maggio 2004 -Così ci
scrivono
Riprendiamo la navigazione verso Ovest dopo aver passato un mese fra le isole
della Società, Thahiti, Moorea, Huahine e Tahaa. Di buon ora
come al solito, come quelli che scappano, lasciamo Papetee, appena fuori le isole,il vento
si fa bello e cominciamo a scivolare sulle onde come una tavola da surf.
Il Pacifico non si smentisce e appena fuori dall'influenza della terra, un bel vento di
ESE ci fa riprendere la corsa.
La nostra meta sono le Tonga, un bellissimo arcipelago distante circa 1400 miglia,
manteniamo una velocità media di poco più di 6 nodi.
Pensiamo di interrompere questa lunga navigazione fermandoci ad Aiutaki, circa 570 miglia
da Tahiti, che a dire della guida in nostro possesso è uno dei più belli atolli di tutto
il Pacifico,ma arriviamo che sta facendo buio e non avendo carte dettagliate dell'isola,
nostro malgrado continuiamo per VAVA' U alle TONGA.
Anche queste 900 miglia le abbiamo fatte in modo meraviglioso, sempre a vela e con la vita
di bordo abbastanza comoda.
Pensare di quantificare il Pacifico non è cosa semplice, però è GRANDE, siamo
alle TONGA abbiamo percorso circa 6100 miglia ed ancora ne dobbiamo fare per arrivare in
Australia, però abbiamo navigato a vela e con il vento in poppa, con l'asimmetrico o col
sistema Amel, dei due genoa tangonati e con una velocità media di 6 nodi.
Sta tramontando il sole quando siamo in vista delle VAVA' U , ci fermiamo in una bella
baia protetta, per passare la notte.
Dopo una bella dormita e un bel bagno con maschera e pinne, entriamo nella grande laguna
che ci porterà a NEIAFU, la capitale, dove ci fermiamo tre giorni tra
gente simpatica e gentile.
Siamo fortunati, siamo arrivati in un giorno di festa, è il compleanno del principe, non
dimentichiamo che qui vige la monarchia.
La gente è allegra e festeggia con canti e balli per le strade.
E' molto interessante ma, noi cerchiamo altro: piccoli isolotti con belle spiagge bianche
e acqua cristallina, lontano da centri abitati, così ci spostiamo e nei due giorni
successivi ne gustiamo alcuni di veramente suggestivi.
In uno di questi isolotti viviamo una bella esperienza, alcuni abitanti del villaggio di
Telihau ci invitano a visitarlo e così abbiamo visto le donne intrecciare strisce di
foglie di cocco, per fare una grande stuoia, ci hanno anche offerto il Tonga food, "
cibo di Tonga" delle banane cotte, buonissime che abbiamo accettato con molto onore,
finiamo con una bella foto di gruppo.
Lasciamo le TONGA con questo bellissimo ricordo.
Prossima destinazione : le FIJI, 500 miglia sempre a Ovest e sempre con
un bel vento di ESE.
martedì 01 giugno 2004 Così ci
scrivono
E' arrivato l'inverno. Dal Maggio dell'anno scorso abbiamo vissuto in posti
con clima estivo, ora siamo nell'emisfero Est e la variazione di temperatura
si fa sentire. Dopo la breve tappa alle Tonga e alle Fiji,
dove il fresco è
cominciato, siamo in Nuova Caledonia. E' un territorio d'oltremare
francese,
vivono circa 200 mila persone e l'attività principale è la estrazione del
Nichel. Il reddito pro capite è abbastanza alto tanto che i prezzi sono
a
livello di Tahiti, alti.
Siamo sistemati nel Marina Port Moselle, a Noumea la
capitale, un posto
molto comodo e ben attrezzato, in buona compagnia, vicino ci sono tre barche
italiane e ci siamo subito presentati. Tutti e tre sono milanesi: Mario
Bonomi con un bellissimo Camper & Nicholson di 21 metri; Antonio con un CS &
RB di 13 metri con grossi lavori da fare per aver subito un ciclone l'anno
scorso e Guido e Sabina Gay, un ingegnere che conosco per aver letto di lui
su riviste, è l'inventore e costruttore del "Pluto" un minisommergibile
telecomandato usato dalla Marina Militare Italiana e dai Carabinieri per
ricerche subacquee. Ci vedremo nei prossimi giorni.
Sono tutti e tre giramondo e ci siamo promessi di rivederci in mediterraneo
al nostro rientro.
Noumea è una città un pò caotica abitata da "caldosci" e "kanaki",
i primi
sono gli abitanti di pelle bianca discendenti dei detenuti francesi
deportati e di prostitute rimasti sul territorio e i secondi i discendenti
dei primi abitatori melanesiani e sono di pelle scura. Vi è anche una
nutrita presenza di asiatici.
Naturalmente non mancano gli italiani, sono arrivati negli anni 50
contribuendo a costruire tutte le case dell'isola, infatti i primi erano
muratori e hanno portato una manodopera specializzata che quì mancava, sono
arrivati con una sola valigia di cartone e oggi stanno tutti bene, occupano
un posto importante nella società isolana.
domenica 4 luglio 2004: Ci giungono notizie che sono già in Australia a
nord di Sydney. Aspettimo le comunicazini ufficiali. Ed Eccole:
<<L'ultimo tratto del Pacifico ci ha trattato poco bene, abbiamo avuto vento forte
di gran lasco per tutte le 1200 miglia ed abbiamo dovuto stare in campana sempre, quindi
poco relax. Alle ore 20,00 del 22 giugno siamo entrati nella Grande
Barriera Corallina australiana, non ci son le passe come negli atolli polinesiani, ci sono
grandi spazi di entrata larghi alcune decine di miglia e ci siamo trovati a navigare su un
fondale costante di 50 -60 metri. Avevamo solo due problemi: il buio pesto, e la forte
velocità, 7-8 nodi. Quindi abbiamo navigato solo con gli strumenti in nostro possesso, il
computer con il programma cartografico e il Pilota Automatico. Chiusi dentro la barca
siamo stati in tensione fino alla Mission Bay dove alle 02,00 abbiamo dato, finalmente,
ancora.
Però, alla fine, se consideriamo che tutto l'Oceano Pacifico, da Panamà a Cairns, è
8.200 miglia, e che noi abbiamo avuto un pò di scomodità alla fine, possiamo concludere
che siamo felici di averlo attraversato così.
Ora siamo nella terra dei Canguri, in Australia. Cairns è una
città piccola, circa 130 mila abitanti, molto moderna a costruita a misura d'uomo, dove
la gente vive circondata da infrastutture fatte per rendergli la vita più serena. Ci ha
molto colpito un grande giardino adiacente il mare dove ci sono dei gazebo attrezzati
anche con piani di cottura elettrici sempre caldi per cucinare all'aria aperta e una
grande piscina aperta 24 ore dove, sopratutto i bambini si divertono a nuotare. E la
cosa sorprendente e che, chiedendo in giro, pare che tutta l'Australia è così.
Ora ci aspettano due mesi di stop. Io rientro in Italia perchè si sposa mio figlio (Salvatore De Luca n.d.r.) e ne approfitto per fare Luglio
e Agosto con i miei, Alfredo invece, insieme a Claudia farà un lungo tour nel territorio
australiano. Riprenderemo il mare al mio ritorno, il 7 settembre, per
circumnavigare il nord di questo paese meraviglioso con destinazione Fremantle,
distante circa 3000 miglia. Ne approfittiamo per ringraziare tutti quelli che ci seguono,
amici e navigatori che sappiamo essere tanti, con la speranza di potervi, al nostro
ritorno, abbracciarvi tutti personalmente. Umberto.>>
giovedì 13 gennaio 2005: Unavventura
in piena regola quella della Thico IV, una barca di costruzione francese che ha
attraversato i mari del globo facendo tappa nei più spettacolari paradisi esotici. Ai
lati della poppa una significativa scritta: "Capo dOrlando La Sicilia
per il mondo". Alfredo Fiocco e Umberto De Luca hanno incontrato personaggi
incredibili, conosciuto culture tanto diverse quanto affascinanti, avvistato animali e
pesci di ogni genere. Ma non sono mancate le insidie: dal mare agitato (forza 10
nel Mar Rosso) alla precipitosa fuga nel mare dello Yemen, quando i
pirati stavano per assaltare la barca di Capo dOrlando. Provvidenziale
anche il soccorso della Marina francese. Il 30 ottobre scorso, in
occasione dei festeggiamenti in onore di Maria Santissima di Capo dOrlando, la Thico
IV è approdata a Fremantle, in Australia, città gemellata con Capo
dOrlando. Alfredo Fiocco ha incontrato il sindaco Massimo Carrello e tutta la
delegazione e la comunità orlandina doltreoceano. Per lui anche il saluto e i doni
del sindaco di Fremantle, Peter Tagliaferri. Praticamente una rimpatriata a migliaia di
chilometri da casa. Proprio lAustralia ha segnato la fine dellidillio fra i
due navigatori, con laddio di Umberto De Luca e la
prosecuzione del viaggio in solitaria da parte di Fiocco.
La Thico IV ha poi raggiunto
loceano Indiano veleggiando alla volta di Saint Denis, del Madagascar e delle isole
Seychelles. Costeggiando il Corno dAfrica, Fiocco si è diretto nel Mar Rosso per
raggiungere il Mediterraneo e quindi la Sicilia.
Alfredo Fiocco ha completato il giro del
mondo. Laccoglienza del sindaco Carrello
Diciassette mesi dopo la partenza per la grande avventura che lo ha portato a veleggiare
su tutti i mari del globo, oggi 13 gennaio 2005, poco dopo le 11, Alfredo Fiocco,
al timone della sua Thico IV, è entrato trionfalmente nel porto di Capo dOrlando.
Ad accoglierlo, il sindaco Massimo Carrello insieme alla Giunta quasi al completo e a
diversi consiglieri comunali. Unavventura finita bene, anzi benissimo. E numerosi
sono stati gli amici, i parenti, il presidente Fortunato Lo Presti e i soci del Club
nautico di Capo dOrlando che si sono voluti congratulare con Fiocco, tanto che la
banchina galleggiante, per il peso del gran numero dei presenti, in più di
unoccasione si è abbassata quasi al di sotto del livello dellacqua. Non sono
mancati i rappresentanti delle forze dellordine, giornalisti, cameraman e fotografi,
oltre a tanti curiosi. "E stata unavventura fantastica - ha commentato il
sindaco Carrello, salutando il navigatore tornato in solitaria dallAustralia -
dobbiamo ringraziare Alfredo Fiocco per quello che ha fatto, poiché ha regalato un grande
ritorno dimmagine per la nostra Capo dOrlando. Unavventura
finita benissimo grazie anche ad un episodio spiacevole: la separazione, avvenuta in
Australia, con il compagno di viaggio Umberto De Luca. "Pensavamo di restare nella
zona delle Maldive fino a Capodanno - ha sottolineato Fiocco - oggi,
visto quanto accaduto, lo debbo ringraziare perché se ne è andato
prima".

In effetti la missione intorno al globo
della Thico IV doveva concludersi a luglio 2005, ma Alfredo Fiocco, rimasto solo, ha
preferito accelerare i tempi del rientro, evitando le soste prolungate nei vari paradisi
esotici che ha attraversato. Annullata, infine, la navigazione fra le isole della Grecia e
lungo le coste della Turchia: la Thico IV, dal Mar Rosso, ha puntato dritta verso la
Sicilia. Dopo un primo brindisi con inevitabile spruzzo di champagne sulla banchina del
porto di San Gregorio, Fiocco è stato ricevuto nel locale "Al Capriccio" dove il
sindaco Massimo Carrello gli ha consegnato un trofeo in ricordo della sua grande avventura
(vedi foto). Una targa ricordo è stata invece
consegnata dal presidente del Club nautico, Fortunato Lo Presti. Alfredo Fiocco
ha ricordato la sua partenza da Capo dOrlando, a soli 14 anni, da emigrante verso la
Francia. Erano gli anni Sessanta. "Ringrazio la Francia per quello che mi ha
dato - ha detto fra laltro il navigatore - ma per questa avventura sono voluto
partire e tornare a Capo dOrlando, perché il mio paese mi è rimasto sempre nel
cuore".
Grazie Alfredo da tutti gli
Orlandini e da tutti i Siciliani
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